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Lo «sciopero generale» in Ticino

Descrizione

Gli storici svizzeri — scrive il Dizionario storico della Svizzera — usano l’espressione «sciopero generale» per indicare la più grave crisi politica dello Stato federale: lo sciopero che coinvolse l’intero territorio nazionale nel novembre del 1918. Fu il punto culminante dei violenti conflitti sociali, che verso la fine della prima Guerra mondiale scossero la Svizzera così come altri Paesi europei.

Durante la Prima guerra mondiale, le difficoltà nell’approvvigionamento di alimenti e l’impennata dei prezzi avevano generato scontento e miseria in ampie fasce dei lavoratori in Svizzera.

«Il partito socialista — si legge nelle pagine web del dell’Archivio federale svizzero —organizzò per domenica 10 novembre1918 una festa a Zurigo per celebrare il primo anniversario della Rivoluzione d’ottobre in Russia. Temendo atti di violenza, i vertici dell’esercito fecero pressione sul Consiglio federale per ottenere l’invio di truppe nella città della Limmat. Dopo un’iniziale esitazione, il 5 novembre il Governo decretò la mobilitazione e il 7 novembre truppe regolari di fanteria e cavalleria marciarono in città.

Il comitato d’azione fondato a Olten il 4 febbraio 1918, che nei mesi precedenti lo sciopero si era trasformato in un comitato esecutivo di partito e sindacato sotto la spinta del consigliere nazionale socialista Robert Grimm, decise allora di indire per sabato 9 novembre uno sciopero di protesta di ventiquattro ore in 19 centri industriali svizzeri.

Il 13 novembre, il Consiglio federale pose l’ultimatum ai rappresentanti del comitato di Olten, ingiungendo loro di terminare lo sciopero senza condizioni. Nel timore di uno scontro armato, il comitato decise a grande maggioranza nella notte del 14 novembre di interrompere l’agitazione e di sollecitare la ripresa generale del lavoro per venerdì 15 novembre. Delle nove richieste iniziali soltanto due vennero realizzate: il rinnovo del Consiglio nazionale e la settimana lavorativa di 48 ore.»

In Ticino le agitazioni sociali raggiunsero l’apice non tanto in concomitanza con lo sciopero generale nazionale dell’autunno, che ebbe un certo seguito solo nel Sopraceneri, bensì in estate, con lo sciopero di Lugano del mese di luglio

Andato in onda il 15 novembre 1978, questo documentario di Fabrizio Fazioli e Delta Geiler Caroli — attraverso fotografie dell’epoca, ricostruzioni sonore e filmate basate su documenti storici ed alcune testimonianze — fornisce una minuziosa ricostruzione degli eventi e mette in luce l’ampiezza del malcontento sociale di gran parte della popolazione per il progressivo impoverimento e le continue privazioni. Lo sciopero generale, condotto in modo improvvisato, fu un fallimento politico, tant’è vero che nessuna delle rivendicazioni fu soddisfatta nell’immediato.

Tra gli intervistati sono Olga Gobbi, figlia del tramviere Silvio Gobbi licenziato nel 1918 per motivi politici a Lugano; Luigi Corengia; Giuseppina Caprini, abitante a Lugano durante lo sciopero del 1918; Armida Gaggetta Tamò, nipote di Giovanni Tamò, il capotreno principale di Bellinzona, condannato a 1 mese di detenzione; e Giovanni Bertino.

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