Login

Nome utente

Inserisci una password

Ho dimenticato la password


Desidero iscrivermi a lanostraStoria.ch

Rappresento una istituzione

«¡No pasarán!» — ticinesi antifascisti in Spagna

Descrizione

La guerra civile spagnola, scatenata dal generale Francisco Franco il 18 luglio 1936, si protrasse sino al primo aprile del 1939, quando — occupata all’inizio dell’anno la Catalogna — iniziò la lunga dittatura franchista.

«Tra il 1936 e il 1938 partirono dalla Svizzera 815 volontari antifascisti (uno dei più forti contingenti in rapporto alla popolazione), 80 dei quali dal Ticino. Circa 170 morirono in combattimento e 375 furono perseguiti penalmente al loro ritorno in patria. Anche 15 dei volontari partiti dal Ticino caddero in Spagna e il loro sacrificio è ricordato da un monumento sul Monte Ceneri, inaugurato nel 1978» — si legge in un documento della Fondazione Pellegrini Canevascini.

«Nel 1939 i combattenti rientrati in Svizzera fondarono la comunità d’interessi degli ex volontari di S., che, dopo la vittoria di Franco, si occupò di informare l’opinione pubblica sulla natura della dittatura franchista, di fornire assistenza umanitaria ai numerosi rifugiati spagnoli e di difendere gli interessi dei propri membri, in particolare per ottenerne una riabilitazione (ottenuta solo nel 2009)» — scrive Rudolf Bolzern nel Dizionario storico della Svizzera.

Questo documentario di Werner Weick intitolato ¡No pasarán! andò in onda il 22 gennaio 1976 nella trasmissione «Reporter». È la cronaca della partenza, delle battaglie e del ritorno in patria dei circa 80 volontari antifascisti ticinesi accorsi in Spagna, attraverso le testimonianze di sette sopravvissuti (Elio Canevascini, Romeo Nesa, Eolo Moranzoni, Antonio Canonica, Vinicio Salati, Stefano Marci e Aldo Lonati) e attraverso filmati d’epoca sul conflitto e sui giornali ticinesi del tempo.

Commenti

Aggiungi un commento