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La RSI – immaginario e territorio

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La RSI – immaginario e territorio

Un buon punto di partenza per lo studio della storia della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana è il volume collettaneo curato da Theo Mäusli intitolato Voce e Specchio, pubblicato da Armando Dadò Editore nel 2009.

L’opera è il lavoro di storici che hanno condotto una approfondita indagine allo scopo di documentare la storia sociale di un’azienda che ha concorso a creare l’immaginario della Svizzera italiana degli ultimi ottant’anni. Introducendo Voce e Specchio, Gabriele Balbi e Theo Mäusli hanno scritto che: «nel corso dell’intero lavoro, la RSI è stata considerata come un’istituzione fondante del territorio, che quindi ha intrattenuto un rapporto e una dialettica costante con la società della Svizzera italiana.»

Voce e Specchio è idealmente sullo sfondo di questo dossier, nel quale stiamo pubblicando foto dedicate alla storia della RSI. Ve ne sono che ritraggono donne e uomini al lavoro, altre che mostrano mezzi tecnici. In alcune si riconoscono ospiti illustri o già dimenticati. Ci sono foto in cui fa capolino il pubblico: in studio, oppure nelle strade e nelle piazze della Svizzera italiana. Interessanti i «provini» perché ritraggono persone che non sono già più pubblico ma non ancora qualcuno che è scivolato dentro il tubo catodico. Tanti scatti di un mondo non reale perché creato dall’artificio tecnico ma che ha prodotto effetti ben reali nella vita quotidiana di tutti.

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