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La storia a pelo d'acqua

Descrizione

L'acqua non ha storia, né memoria, ma le acque hanno contribuito a fare la storia e hanno influito in vari modi, secondo i tempi e i luoghi, sul paesaggio, sull'economia, sulla vita quotidiana e sugli usi e costumi delle popolazioni. Per il Ticino dei secoli XIX e XX, le acque hanno avuto un ruolo importante sotto tre diversi aspetti.

Come in quasi tutte le zone dell'arco alpino il dislivello, l'impeto dei fiumi e gli invasi naturali costituiti dalle valli strette e profonde, hanno permesso anche in Ticino di sfruttare la forza delle acque per produrre energia elettrica. L'industria idroelettrica costituisce una delle principali risorse della regione alpina; il suo sfruttamento è stato fonte di guadagni e di progressi, ma anche di speculazioni, di mutamenti territoriali e ambientali profondi o non sempre benefici. Una vicenda illustrata attraverso l'esempio della Valle Verzasca.

I lavori di bonifica e di arginatura hanno permesso di contenere i danni provocati da buzze e alluvioni e di rendere salubri e coltivabili vaste aree di terreno. Sottratte al dominio e al capriccio delle acque, molte zone di pianura hanno generato una specie di "città diffusa" senza fisionomia riconoscibile, come testimoniano i quartieri periferici di Bellinzona.

Per una regione di transito come il Cantone Ticino, le acque servivano tradizionalmente da vie di comunicazione. Ma l'avvento dei mezzi di trasporto moderni, in particolare la ferrovia e le strade carrozzabili hanno creato la necessità di accorciare i tragitti, superando fiumi e laghi grazie ad opere del genio civile. La realizzazione più significativa in questo senso è stata per il Ticino il ponte diga sul Ceresio, costruito nel 1844 tra Melide e Bissone, e successivamente ampliato per stare al passo con l'evoluzione dei mezzi di trasporto.


Indicizzazione delle sequenze:

Il Ticino nel 1798 (1'27''-2'45'')

L'acqua trasformata (2'46''-8'43'')

L'acqua domata (8'44''-12'37'')

L'acqua attraversata (12'38-17'07'')

Il Ticino nel 1998 (17'07''-17'36'')


Il documentario "200 anni d’acqua" di Fulvio Bernasconi percorre un arco storico che va dal 1798 al 1998. Gli intervistati sono: Carlo Agliati, Tita Carloni, Alfredo Emma, Lindo Berri, Italo Salmina, Giovanni Medolago, Christian Marazzi

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