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Franco Fortini e la guerra del Golfo

Descrizione

Poeta, critico letterario, saggista, nel settembre del 1943, subito dopo l’armistizio tra il Regno d’Italia e gli Alleati, Franco Fortini riparò nella Svizzera italiana, dove fu internato nel campo bellinzonese Francesco Soave, e poi nella Svizzera tedesca, fino al 9 ottobre del 1944, quando passò il confine a Domodossola, unendosi alla Resistenza.


L’influenza di Fortini (1917-1994) sulla vita intellettuale italiana è stata ampia e profonda, e spesso anche segnata da profonde divergenze anche rispetto chi sembrava condividere le sue stesse idee. Il lungo dialogo sempre molto contrastato con l’amico Pier Paolo Pasolini, ne è un esempio. La raccolta di Saggi ed epigrammi pubblicata nella collana mondadoriana dei Meridiani documenta bene la voce fuori del coro di Fortini, che più volte disse di sé d’essere un «ospite ingrato».


Questo documento delle teche RSI è particolarmente interessante perché il 2 agosto 1990 prese avvio un evento che produsse in Fortini un profondo rivolgimento: la guerra del Golfo, la prima guerra del Golfo, quella che si concluse nel febbraio del 1991. Fortini ne scrive sulle pagine del «Corriere della Sera» e ne fa argomento anche dei suoi versi. La parte centrale della raccolta Composita solvantur è proprio intitolata «Sette canzonette del Golfo».


Per la RSI è il giornalista Mario Conforti a intervistare Franco Fortini sulla guerra in corso. Fortini sembra essere svincolante; sembra osservare le cose da una prospettiva remota. Ma questo sguardo che sostiene l’ampiezza dei secoli è il suo tipico guardo, quello di chi dichiara occorre cambiare il mondo pensando in termini di generazioni – non in termini di «tempo reale» perché la realtà del tempo, secondo un uomo che credeva la storia poter avere un senso, è la realtà della storia.


 

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