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Il Sessantotto di Daniel Cohn-Bendit

Descrizione

Nato a Montauban il 4 aprile 1945, politico e scrittore francese, attivo sia in Germania che in Francia, Daniel Cohn-Bendit è stato uno dei protagonisti del movimento del maggio 1968 in Francia.

Durante gli anni Sessanta Cohn-Bendit era vicino all’anarco-comunismo. Un documento della RSI risalente al 12 settembre 1968, infatti, ce lo mostra a Carrara, nel corso di un convegno degli anarchici. Fu brevemente membro della «Federazione anarchica» francese, poi nel 1967 entrò nel Gruppo anarchico di Nanterre e cominciò a collaborare con la rivista «Nero e rosso».

Nel marzo del 1968, Cohn-Bendit era con gli occupanti dell’Università di Nanterre. Dopo che il 2 maggio 1968 la polizia sgomberò l’ateneo di Nanterre, egli fu poi tra gli studenti che spostarono la protesta nel centro di Parigi ed occuparono la Sorbona il giorno seguente.

La stampa lo soprannominò «Dany il Rosso», sia per le sue idee politiche che per il colore dei suoi capelli. Il 21 maggio 1968, mentre si trovava a Berlino, per via della sua cittadinanza tedesca fu dichiarato «straniero sedizioso» e venne emanato nei suoi confronti un divieto di soggiorno in Francia.

Alla fine degli avvenimenti del maggio francese Cohn-Bendit si trasferì a Francoforte ed entrò a far parte del movimento di protesta tedesco. Assieme a Joschka Fischer fu tra i fondatori del gruppo autonomo «Lotta rivoluzionaria» di Rüsselsheim.

Il 22 gennaio 1987, la trasmissione televisiva «Carta Bianca» mandò in onda questa intervista a Daniel Cohn-Bendit realizzata da Gianni Delli Ponti e da Giulia Fretta. Dedicata al Sessantotto, era abbinata alla messa in onda del film di Alain Tanner intitolato «Jonas che avrà 25 anni nel 2000».

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