Login

Nome utente

Inserisci una password

Ho dimenticato la password


Desidero iscrivermi a lanostraStoria.ch

Rappresento una istituzione

Ricordi delle prime emissioni Televisive

Ricordi delle prime emissioni TV un tuffo nel passato

Alla fine degli anni 50 ero bambina e abitavo a Gerra Gambarogno.

Una volta alla settimana, il giovedi mi pare, i bambini potevano andare a vedere la televisione dal nostro curato Don Giuseppe Canevascini. Arrivando nella casa nel prete, eravamo sempre una decina circa, ciascuno metteva una moneta di 20 centesimi in un salvadanaio previsto per questo, perché, come Don Canevascini ce lo diceva per farci prendere coscienza delle realtà della vita : « le cose costano, tutto costa ». Poche erano le persone che avevano una televisione, era un apparecchio caro e l’eletricità per farlo funzionare anche. La televisione ci faceva gola, ma non tutti e non sempre avevamo la moneta di 20 centesimi. L’apparecchio televisivo era collocato in altezza,su di uno scaffale coperto con un una tenda, come si faceva a quei tempi con le gabbie degli uccelli, era veramente un pò come andare allo spettacolo, si aspettava l’apertura del sipario. Seduti bravi e tranquilli sulle sedie allineate, ci si godeva per una mezzora, l’emissione per i ragazzi mandata in onda dalla Rai. Storiette, canzoni, filmati, ci hanno impregnati e affascinati. Per molti ragazzi della nostra età evocare per esempio le canzoni dello Zecchino d’oro e « Mago Zurli, » oppure « la nonna del Corsaro Nero » é come aprire una porta magica che dà un accesso immediato alla nostra infanzia, ai sentimenti e emozioni di allora, persino i ritornelli, le battute, insomma tutto un insieme di cose che ha contribuito a costituire uno sfondo comune, che a partecipato alla nostra costruzione. Cosi come ci contribuisce l’ambiente familiare, di paese, di paesaggio dove viviamo, la televisione ha per molti di noi partecipato alla costruzione della nostra rappresentazione del mondo.

Data

20/09/2018

Popolarità

24 visualizzazioni
0 Favoriti

Autore

Marie Christine Riedo

Commenti

Aggiungi un commento