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Rappresento una istituzione

Quando cambia il vento

Descrizione

Giairo Daghini ha fatto parte del cosiddetto «operaismo italiano». Negli anni Sessanta ha studiato filosofia a Milano con Enzo Paci. Emigrato a Parigi ha dato vita a Change International con Felix Guattari e Nanni Balestrini. Ha insegnato all’università di Ginevra dove ha fondato e diretto FACES. Ha scritto numerosi saggi come filosofo studioso della città raccolti nel libro S’emparer du présent.

Le Teche RSI conservano i lavori di Daghini realizzati negli anni Sessanta per il Primo programma della RSI. Egli collaborava a due rubriche: «Terza pagina» e «Microfono della RSI in viaggio». Per la prima, Daghini realizzò trasmissioni dedicate al poeta spagnolo Antonio Machado e dell’attivista statunitense Malcolm X, per la seconda procurò numerose inchieste, una della quali, parigina, pubblicata nel nostro dossier sul Sessantotto «Il sogno di una cosa».

Nel suo lavoro di ricerca, Daghini, classe 1934, il Sessantotto costituì una svolta, con cui ogni filosofo attuale occorre sappia confrontarsi. A cinquant’anni da quegli avvenimenti, per trasmissione radiofonica «Laser» andata in onda il 10 e l’11 maggio 2018, Roberto Antonini  gli fece una intervista che permette di comprendere bene che cosa quell’anno e la «lunga coda» che ne seguì fu per il filosofo cresciuto in Ticino, alla “scuola” di Guido Pedroli e di Guglielmo Canevascini.

Il video che qui pubblichiamo è l’estratto di un servizio della trasmissione televisiva «Il Quotidiano» andato in onda il 22 aprile 1986. Realizzato da Giorgio Pellegrini, si trattava di un breve ritratto di Giairo Daghini attraverso il racconto di due influssi nel corso della sua formazione: quello da nord, percepito attraverso la scoperta del movimento legato al Monte Verità, e quella da Sud, proveniente dalle grandi contestazioni della fine Anni 60. Per le finalità di questo dossier dedicato al Sessantotto, abbiamo conservato solo la seconda parte.

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