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Rappresento una istituzione

Aldo Patocchi intervistato da Giuseppe Martinola

Descrizione

Nato a Basilea nel 1907 e morto a Lugano nel 1986, Aldo Patocchi fu xilografo e illustratore. Tante sono le mostre dedicategli nel corso degli anni. Nel testo di presentazione  di quella aperta a Lugano nel gennaio 2019, si legge: «L’eredità di Aldo Patocchi è racchiusa nella sua arte, la xilografia, incisione su legno, che ha portato a livelli eccelsi, forse rimasti inimitati. È stato un autentico maestro d’arte in quanto a capacità realizzative, all’attività didattica e alla promozione culturale. Per decenni è stato un punto di riferimento dell’ambiente culturale ed artistico: con il suo lavoro d’arte, con la presenza in Commissioni nazionali e internazionali, con la direzione dei Musei a Lugano e, per decenni, di Illustrazione Ticinese, la rivista più popolare di quel tempo, dimostrandosi attentissimo all’approfondimento e alla divulgazione dell’arte e degli artisti.

La sua ampia produzione xilografica è sempre eseguita nell’incisione a sgorbia sul durissimo “legno di testa” in bosso. Una sicura e personale cifra stilistica ha contraddistinto la sua opera, tale da porlo ben presto ai massimi livelli nazionali e a segnalarlo oltre i confini della Svizzera. Ha esaltato la dialettica tra bianchi e neri in vigorosi tratti espressivi, solo più tardi aprendo al colore con evidenti capacità virtuosistiche e sempre in funzione poetica. Nelle sue opere si nota un’assimilazione spontanea della classicità tra sapienti vibrazioni del tratteggio e delicati trapassi tonali. La scelta del figurativo sottende una sottolineatura della dignità umana così come il raro e delicato approccio all’astrazione conduce verso la dimensione dell’immateriale.

Oltre alla sua intensa attività artistica, agli svariati incarichi a livello ticinese, svizzero e internazionale, alla valorizzazione di un genere d’arte raffinato, alle opere conservate in Musei e Collezioni pubbliche e private, di lui si ricordano le doti umane, la disponibilità, l’accoglienza, il sorriso.»

Questa intervista di Giuseppe Martinola andò in onda il 23 maggio 1966 nella trasmissione televisiva «Meridiana». La circostanza dell’incontro con lo xilografo ticinese fu una retrospettiva allestita a Mendrisio.

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