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Verso il Rio de la Plata (prima parte)

Descrizione

Dei 52 milioni di europei che andarono oltreoceano, tra il 1830 e il 1930, oltre 11 milioni si recarono in America Latina; di essi il 38% proveniva dall’Italia, il 28% dalla Spagna, l’11% dal Portogallo, il 3% dalla Francia, Germania e Russia. I milioni di persone che alimentarono la grande emigrazione non si inserirono però nella stessa misura in ogni stato latinoamericano, preferendo il Brasile meridionale, le coste dell’Uruguay e parte dell’Argentina settentrionale, un’area che, nonostante la varietà delle caratteristiche geografiche e politiche, presentava due elementi unificanti come l’appartenenza al grande bacino del Rio de la Plata e il clima relativamente temperato.

Il Rio de la Plata è stato durante questa epoca una delle tappe finali della cosiddetta valanga migratoria mediterranea: nel 1843 i calcoli del cosiddetto Censo Policial (censimento della polizia), effettuato per la città di Montevideo, mostrano un tessuto urbano composto prevalentemente da stranieri. Tra questi stranieri ci furono anche numerosi ticinesi, che seguirono anch’essi l’ondata migratoria mediterranea.

Intitolato «Verso il Rio de la Plata», questo documentario di Bruno Soldini, andato in onda il 20 marzo 1985, fu il terzo documentario di una serie di cinque, cui venne dedicata una speciale settimana di programmazione incentrata sull’emigrazione ticinese nell’America del Sud. Si tratta della prima parte di un’inchiesta sulla migrazione ticinese verso il Rio de la Plata, l'estuario formato dal fiume Uruguay e dal fiume Paraná.

Gli intervistati sono: Gerard Arlettaz, storico; Reinaldo Agustoni, presidente della Pro Ticino di Buenos Aires; assieme con Juan Carlos Morelli, Matilde Cassina, Gianfausto Rosoli, Stelio Belloni.

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